Workshop 2

Fotografare l’Eclisse

L’eclisse può essere fotografata con successo a patto che si seguano le precauzioni di seguito descritte. Quasi tutte le macchine fotografiche con possibilità di operatività in manuale possono essere utilizzate per immortalare questo raro evento.

Tuttavia, si raccomanda di impiegare ottiche con una focale abbastanza lunga per produrre un’immagine del Sole più ingrandita possibile. Un obiettivo standard da 50mm produce sul negativo un disco solare dal diametro di soli 0,5 mm, mentre un teleobiettivo da 200 mm arriva a 1,9 mm.

Una delle scelte più indicate è quella di usare uno dei compatti obiettivi catadiottrici con lenti a specchio, diventati facilmente reperibili negli ultimi 10 anni.

La lunghezza focale più comune tra obiettivi di questo tipo è di 500 mm, e produce sul negativo un disco solare dal diametro di 4,6 mm.

Supponendo di avere una corona che si estende per un raggio solare da ogni parte, l’insieme dell’immagine nella fase di totalità arriverà quindi a coprire un diametro di 9,2 mm.

Applicando un duplicatore di (2X) si raggiunge una lunghezza focale di 1000 mm, che raddoppia il diametro del Sole portandolo a 9,2 mm.  Le focali oltre il metro rientrano normalmente nell’ambito dei telescopi amatoriali.

Se si prevede di riprendere l’intero disco solare su un negativo formato 35 mm, l’ottica non deve mai superare i 2600 mm. Tuttavia, poiché il “mirino” della maggior parte delle fotocamere non mostra con estrema precisione il campo effettivamente inquadrato nel negativo, il limite pratico è quello di una focale di 2000 mm.

Focali più lunghe consentono di riprendere una porzione ingrandita del disco solare. Per riuscire a fotografare la corona durante la totalità (utilizzando il formato 35 mm) non bisognerebbe usare focali più lunghe di 1500 / 1800 mm.

Mantenendo però la focale sui 1000 mm l’inquadratura diventa meno critica e si possono riprendere linee di campo della corona più estese. Per ogni data lunghezza focale, il diametro del disco solare sul negativo in mm corrisponde con buona approssimazione alla stessa lunghezza focale divisa per 109.

Un filtro solare (in vetro o in mylar) deve essere utilizzato durante tutte le fasi di parzialità, per consentire sia di osservare che fotografare senza correre rischi per la vista. I filtri solari sicuri normalmente attenuano di un fattore 100.000 la radiazione del Sole nel visibile e nel vicino infrarosso.

Il fattore di attenuazione di un filtro e la sensibilità della pellicola utilizzata giocano un ruolo fondamentale nel determinare la corretta esposizione fotografica.  Fino a quando il Sole emette luce abbondante, si consiglia di utilizzare pellicole di sensibilità medio-bassa (50 – 100 ISO).

Il metodo più semplice per determinare la corretta esposizione per le fasi parziali, è quello di effettuare un test di prova sul Sole non eclissato, scattando un rullino di fotografie al Sole pieno con un determinato diaframma (da f/8 a f/16) ed utilizzando tutti i tempi di otturazione da 1/1000 a 1⁄4 di secondo.

Una volta sviluppata la pellicola, si verifica quale sia l’esposizione migliore e si userà il relativo tempo di posa per riprendere tutta la fase di parzialità.